La Consulta: distruggere subito le intercettazioni di Napolitano

Non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo valutare la rilevanza della documentazione relativa alle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, captate nell'ambito del procedimento sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. E' quanto ha deciso la Corte costituzionale accogliendo il ricorso per conflitto proposto dal Presidente della Repubblica.
4 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 09:41 | 5 AGO 20
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Non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo valutare la rilevanza della documentazione relativa alle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, captate nell'ambito del procedimento sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. E' quanto ha deciso la Corte costituzionale accogliendo il ricorso per conflitto proposto dal Presidente della Repubblica. Sempre in tema di intercettazioni del presidente della Repubblica, a giudizio della Consulta ''neppure spettava di omettere di chiederne al giudice l'immediata distruzione ai sensi dell'articolo 271, 3° comma, c.p.p. e con modalità idonee ad assicurare la segretezza del loro contenuto, esclusa comunque la sottoposizione della stessa al contraddittorio delle parti''.